Abbiamo parlato di scadenze da rispettare, abbiamo visto cosa si rischia nel farsi cogliere impreparati dall’effettivo enforcement del Decreto NIS 2, terminiamo questa serie di articoli approfondendo come recuperare eventuali ritardi identificati.
Sanzioni economiche crescenti
Come si recupera questo gap? Il primo passo è un assessment rapido ma accurato per individuare la situazione AS IS, lo step successive è poi quello di sviluppare una gap analysis che ci restituisca il Quadro più approfondito e realistico possible sulla situazione TO be. Tenuta in considerazione la laconicità della normative e di alcuni obblighi. Ma questa non può essere una scusa.
Il secondo passo, al fine di colmare il gap, è creare un team multidisciplinare che includa IT, legal e compliance e top management. Questo team avrà il compito di affrescare correttamente la cornice disegnata correttamente a livello di gap.
Terzo step sarà quello di pianificare ed eseguire in ordine di priorità e criticità tutti gli interventi necessari per arrivare al livello di conformità richiesto.
Quarto: pianificare gli investimenti necessari in risorse economiche, strumenti tecnologici e competenze specialistiche, evitando soluzioni pret a porter di poco spessore qualitativo.
E ACN come si sta muovendo?
Anche l’ACN sta rafforzando le proprie capacità di controllo e le prime ispezioni significative sono attese nei prossimi mesi, con focus sugli obblighi di notifica degli incidenti e obblighi di base subito dopo.
Ormai il tempo è ben poco per brancolare nel buio e fare finta di niente, perciò forse sarebbe meglio sbrigarsi a mettere non solo una pezza ma a ripensare tutto il modus agendi e operandi dei soggetti a perimetro.
Le aziende come si possono muovere?
Rexilience ha sviluppato “NIS 2 Starter”, un programma di 2 settimane che ha lo scopo di allineare le aziende su cosa fare, a che prezzo e in quale ordine.
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